La meditazione sulla concentrazione dell’attenzione per imparare a controllare l’energia Qi

“- Adesso faremo la meditazione più semplice, quella sulla concentrazione dell’attenzione al fine di imparare a gestire l’energia Qi. Ma prima vorrei ripetere ancora una volta, per coloro che sono arrivati successivamente, che oltre al corpo materiale, la persona ha anche quello energetico. Il “corpo” energetico è composto di aura, di chakra, di canali energetici, di meridiani e di aree speciali di accumulo di energia. Ogni elemento ha il suo nome. Ve li farò conoscere man mano a seconda del tipo di meditazione.
- Che cos’è il chakra? – chiesi io.
- Il chakra è un punto minuscolo sul corpo di un essere umano attraverso il quale escono ed entrano vari tipi di energia. Funziona… come posso spiegarvelo… come il diaframma di una macchina fotografica, avete presente?
Annuimmo.
- Ed il chakra funziona nello stesso modo: si apre e si chiude in un istante.
- E quindi l’energia fa in tempo ad uscire in questo attimo? – si stupì Slavik.
- Beh, non si tratta mica di versare un secchio d’acqua. L’uomo è un essere energo-materiale dove l’energia e la materia coesistono seguendo le proprie leggi ed i propri tempi, ma risultano, comunque, interconnessi ed interdipendenti… Ci sono altre domande? – Tutti rimasero in silenzio: – Allora cominciamo. Adesso il vostro compito è quello di imparare a sentire dentro di voi il movimento dell’aria, il movimento Qi. Tutti voi pensate di capirvi e di sentirvi perfettamente. Ma sono più che convinto che voi, ora, non siete in grado di vedere, ad esempio… le dita dei vostri piedi. Perché? Perché non possedete la vista interiore. La vista interiore, allo stesso modo della la percezione interiore, si sviluppa con il tempo, attraverso l’esercizio quotidiano. Perciò cominceremo dalle cose più semplici, più elementari. Cercheremo di imparare a controllare il pensiero e le percezioni: causarli e gestirli.
Allora, mettetevi in posizione comoda, rilassatevi… Calmate le vostre emozioni. Potete chiudere gli occhi affinché non vi distragga nulla. Sciogliete tutti i vostri pensieri ed i problemi terreni nel vuoto…
Non appena risuonò questa frase, io ricordai subito una marea di piccole cose futili. “Mannaggia! Ma che pensieri arroganti – pensai io: – Vi ho detto, scioglietevi.” La mia persona si sforzò nuovamente di non pensare a nulla.
- Concentratevi sulla punta del naso…
Con gli occhi chiusi provai a “vedere” la punta del mio naso, facendomi guidare di più dalle percezioni interiori. Negli occhi sentii una leggera tensione.
- Lentamente, gradualmente inspiriamo profondamente. Prima con il basso ventre, poi con la pancia, con il petto, alzando le spalle… tratteniamo leggermente il respiro… espiriamo lentamente… concentriamoci sulla punta del naso con la nostra vista interiore … dovete sentire, immaginare, percepire che la punta del vostro naso è come una piccola lampadina o un piccolo lumicino che si accende sempre di più ad ogni vostra espirazione… Inspirazione… espirazione… Inspirazione… espirazione … Il lumicino si accende sempre più forte…
All’inizio sentii un leggero bruciore e pizzicore nella nasofaringe. La sensazione era come se mi avessero riempita con qualcosa di materiale, come se fossi una caraffa con dentro l’acqua. Poi ebbi la percezione che nel punto in cui, indicativamente, si trovava la punta del mio naso fosse apparsa nell’oscurità una sagoma con all’interno dei lontani frammenti, una specie di una piccola macchia di colore porpora. Ma inizialmente non riuscivo a metterla bene a fuoco. Infine, quando riuscii a metterla a fuoco, cominciò a schiarirsi da dentro. All’inspirare la luce si restringeva e all’espirare si allargava. Appena mi adattai a respirare così, risuonarono le parole di Sensei.
- Ora trasferite la vostra attenzione ad un’altra parte della meditazione. Alzate leggermente le mani appena davanti a voi, con i palmi rivolti verso il pavimento. Facciamo un’inspirazione come di solito: attraverso il fondo della pancia, la pancia ed il petto. Dirigiamo l’espirazione attraverso le spalle, le mani, verso il centro dei vostri palmi, dove si trovano i chakra delle mani. Ed attraverso di essi – verso terra. Immaginate che qualcosa stia scorrendo lungo le vostre braccia, l’energia Qi, o la luce, o l’acqua, che successivamente si riversa in terra, esce da voi. Questo flusso si alza partendo dal fondo della pancia fino al vostro petto, nel petto si divide in due ruscelli e, attraverso le spalle, le mani ed i palmi si riversa in terra. Concentrate tutta la vostra attenzione sulla percezione di questo movimento… Inspirazione… Espirazione… Inspirazione… Espirazione…
Un pensiero baluginò nella mia testa: “Cosa significa respirare attraverso le mani? Com’è?” Cominciai persino ad andare un po’ nel panico. Sensei, avendo evidentemente percepito il mio disagio, si avvicinò ed avvicinò i suoi palmi ai miei senza sfiorarli. Qualche tempo dopo i miei palmi si scaldarono come due stufe, emanando calore dal loro centro verso l’esterno. La cosa più sorprendente fu che sentii davvero due piccoli ruscelli caldi scorrere lungo le mie spalle. Nella zona dei gomiti si persero, ma percepii bene la loro fuoriuscita dai palmi. Immersa nelle nuove, in queste insolite sensazioni, non notai neanche quando il Maestro si fosse allontanato. “Questa è bella! – pensò la mia persona, ponendosi al tempo stesso la seguente domanda – Ma come ci sto riuscendo?” Mentre cercavo di mettere in ordine i miei pensieri, la sensazione dei ruscelli sparì. Fui costretta a concentrarmi nuovamente. Tutto sommato, ci riuscivo con successi alterni. Dopo i miei ulteriori tentativi, sentii nuovamente la voce di Sensei.
- Unite i palmi davanti a voi. Forte, uniteli strettamente affinché i chakra delle mani si chiudano ed il movimento dell’energia si fermi. Facciamo velocemente due profonde inspirazioni ed espirazioni… Abbassate le mani, aprite gli occhi.
Dopo la meditazione, quando tutti si misero a condividere con gli altri le proprie impressioni, capii che ognuno aveva sentito cose diverse. Tat’jana, per esempio, non aveva visto il “lumicino”, ma aveva sentito qualche leggero movimento lungo le braccia. Andrej aveva percepito un tremore nelle gambe ed un leggero giramento di testa. Kostja, facendo spallucce, rispose:
- Non ho sentito nulla di particolare, solo una specie di brivido. Ma questa, secondo me, è una reazione normale di sovrasaturazione di ossigeno dell’organismo.
- Dopo la terza e la quarta espirazione – sì – rispose il Maestro – Ma all’inizio avviene la fissazione del pensiero da parte del cervello, immediatamente prima del movimento Qi, e se comincerete a sentire voi stessi, se vi rilasserete e se farete una profonda inspirazione, comincerete subito a provare una sensazione di espansione o di brividi alla testa, segno che in quel punto sta cominciando un determinato processo. E’ proprio quello che dovete capire ora: che lì qualcosa si muove e dovete imparare a controllarlo.
- E perché non ci sono proprio riuscito? – chiese scoraggiato Slavik.
- A cosa stavi pensando? – chiese Sensei con tono scherzoso.
Il ragazzo raccontò di essersi aspettato chissà che cosa, un qualche miracolo, al che Sensei rispose:
- Giusto, è per questo che non ci sei riuscito, perché hai concentrato il tuo pensiero non sul fatto di lavorare su te stesso ma sull’aspettativa di un qualche miracolo soprannaturale. Ma il miracolo non ci sarà finché non lo creerai tu… Non bisogna aspettarsi nulla di soprannaturale dal fatto che respiri in maniera corretta o che ti concentri da qualche parte su qualcosa. No. Il miracolo principale sei tu, in quanto Umano! In fin dei conti, in che cosa consiste questa grande Arte spirituale? Nel fatto che la persona diventi la Persona, che si risvegli gradualmente e ricordi quelle conoscenze che le erano date in origine. Queste meditazioni sono solo il modo per risvegliarsi dal letargo spirituale e per ricordare le cose nascoste e da tempo dimenticate, quello che la persona, un giorno, conosceva e sapeva come utilizzare.”

I libri di Anastasia Novykh