La continuazione della meditazione

“Sensei lanciò lo sguardo all’orologio.
- Va bene, ragazzi, è ora di fare la meditazione, altrimenti la nostra conversazione andrà per le lunghe. Oggi faremo un ripasso per alcuni e per altri cercheremo di lavorare sui chakra dei piedi e sul chakra “Hara”.
- E dove si trovano? – chiese Slavik.
- I chakra dei piedi si trovano al centro delle piante dei piedi, mentre il chakra “Hara” si trova tre dita più in basso dell’ombelico nel punto “Dan-tian”… “Hara” nella traduzione dal giapponese significa pancia. E’ il centro dell’uomo che in pratica coincide con il baricentro, sia in senso fisico che geometrico. Questa meditazione, così come anche quella precedente, mira alla focalizzazione e alla concentrazione dell’attenzione… Ed ora mettetevi in piedi, rilassatevi, divaricate i piedi alla stessa larghezza delle spalle…
Ci mettemmo comodi, rilassandoci e concentrandoci sull’esecuzione della meditazione.
- Adesso faremo un’inspirazione come di solito, cioè spontaneamente, e un’espirazione nell' “Hara” a forma di conca, come se la stessimo riempendo di energia Qi fino alla percezione della gravità leggera. Quando “Hara” si sarà riempito, dovrete fare passare questa energia Qi da “Hara” alle gambe, attraverso il centro delle piante dei piedi e giù nella terra…
Per qualche tempo “feci girare” questa energia soltanto con il pensiero. Ma successivamente la mia immaginazione si trasformò in una sensazione reale di gonfiore della pancia, come se dentro di me avessero davvero versato dell’acqua. In quel momento Sensei ricordò:
- Quando “Hara” sarà pieno, dovete “riversare” questa energia nelle gambe, attraverso le piante dei piedi, giù nella terra.
Provai a farlo nuovamente nella mia immaginazione, lavorando con i miei pensieri sul mio corpo. Gradualmente percepii un certo calore, che scorreva come un sottile filo d’acqua. Ma non era continuo bensì parziale e si percepiva bene nella zona del ginocchio e soprattutto della pianta del piede. Sebbene fuori facesse piuttosto freddo, i miei piedi cominciarono a scaldarsi negli stivali. Quando lo notai, spostai l’attenzione sull'analisi di come ci fossi riuscita. Le mie sensazioni scomparvero senza che io me ne accorgessi, man mano che mi immergevo con la mia mente nella logica. Ma non appena provai nuovamente a concentrarmi, Sensei ci informò della fine della meditazione.
- Fate due inspirazioni ed espirazioni profonde. Stringete fortemente i pugni, aprite gli occhi.
Guardai l’orologio. Erano passati soltanto dieci minuti, ma erano sembrati molti di più. Solo allora qualcuno notò che la neve sotto di noi si era sciolta. Ci girammo stupiti. Infatti, sotto i piedi di alcuni ragazzi più grandi, gli spazi liberati dalla neve che si era sciolta erano di circa 40 centimetri di diametro, mentre sotto i nostri piedi erano rimasti uguali. Ženja lanciò lo sguardo a Stas e disse:
- Ecco, guarda, proprio tu che ti lagnavi: fa freddo, fa freddo, come se sarebbe stato bello, ora, essere in Africa. Ora non devi neanche andare in Africa. Vedi che le palme cominciano a crescere sotto i tuoi piedi.
E rivolgendosi a Sensei, aggiunse:
- Sospettavo già da un po’ che ci fosse qualcosa di losco nelle sue origini, è sempre stato attratto dai papuani.
Dopo un ennesimo giro di battute, quando tutti si furono calmati, Sensei disse che avremmo potuto lavorare su questa meditazione a casa anche autonomamente.
- E sul “Fiore di loto” anche? – chiese Kostik.
- Certamente. Su di esso in maniera particolare e preferibilmente in ogni minuto libero.
- E quando si vedranno dei risultati?
- Non ti preoccupare: se non sarai pigro, i risultati non si faranno aspettare.”

Tratto dal libro di A. Novykh “Sensei di Shambala”

 

 

I libri di Anastasia Novykh